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Autore: bancaetica

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“Nuove popolazioni Rurali” è il titolo dell'annuale convegno sulle aree fragili che si svolgerà il prossimo 13 marzo a Rovigo, presso Palazzo celio, a partire dalle ore 9.00.

INTRODUZIONE

In un paesone della bassa reggiana un'intera classe della scuola materna è composta di figli di immigrati; in un paesino sperduto del Molise sale il lamento contro stranieri danarosi che si comprano tutte le abitazioni; in un paese quasi fantasma dell'Appennino alessandrino il sindaco esasperato mette in vendita le case ad un euro: riceve 400 domande; anni fa alcuni sindaci della montagna davano un contributo in denaro per i neonati in valle.

Nelle aree rurali italiane siamo di fronte a paradossi demografici. Alcune sono talmente spopolate che le politiche di sviluppo devono ricorrere a mezzi drastici, in altre il ripopolamento avviene secondo modalità inaspettate e fonti di nuove tensioni. Nelle grandi città queste situazioni non sono meno gravi ma vengono attutite dalla grande mobilità della popolazione autoctona e straniera. Nelle piccole comunità il calo delle nascite fra i locali e l'aumento di quello fra gli stranieri produce una visibilità immediata con il conseguente acuirsi del timore di essere sommersi da una diversità incomprensibile. Sappiamo molto poco di questi microcosmi rurali, salvo poi scoprirne all’improvviso il potenziale esplosivo quando – come nel caso di Rosarno – il fragile equilibrio si spezza e il disagio da entrambi i lati esplode con la violenza.

IL COMMENTO DI GIORGIO OSTI

«Il movimento di popolazione sia questo naturale o migratorio è tornato ad essere una cartina di tornasole del benessere delle campagne. Negli anni 50 e 60 del secolo scorso ci fu l'esodo; poi un parziale ripopolamento o tenuta su livelli molto più bassi. Negli ultimi anni tale equilibrio sembra definitivamente spezzato. Le ragioni sono molteplici: le buone pensioni per ritirarsi in campagna non esistono più; i servizi pubblici diminuiscono; le occasioni di lavoro migliori restano nelle città e nelle aree industriali. – spiega il prof. Giorgio Osti dell’Università di Trieste, promotore del Convegno - A questo processo interno si sovrappone il flusso migratorio esterno. Esso lambisce le aree rurali più remote e si concentra in quelle dove agricoltura e allevamento si sono industrializzate. Nelle aree remote sono pastori e badanti, nelle aree agricole ricche sono allevatori e stagionali. Certo, molte popolazioni rurali hanno una situazione intermedia sia per la composizione delle fasce di età sia per la miscela di stranieri e locali. Molte situazioni si compongono spontaneamente grazie alle relazioni faccia a faccia; conflitti amplificati sui giornali si stemperano nella quotidianità. Esiste tuttavia una questione "politica", di come le popolazioni a bassa densità o forti innesti di nuovi arrivi riescono a manifestare le proprie esigenze, riescono a far giungere la propria voce alle istituzioni. La fragilità parte dal nudo dato demografico per assumere forme plurime: bassa densità, pochi servizi, molti stranieri, debole capacità di aggregazione. L'opera di ricerca sulle aree fragili del nostro paese che stiamo conducendo da alcuni anni ci porta a guardare in primo luogo ai movimenti di popolazione, ai cambi di residenza, ai tassi di natalità, alle permanenze temporanee. In secondo luogo, alle iniziative politiche che hanno a che fare con il fenomeno demografico: incentivi per il ripopolamento, misure per l'accesso alla casa, premi per i neonati, aiuti ai giovani agricoltori, corsi di formazione per gli immigrati. Per il nord Italia disponiamo di qualche conoscenza specifica: la bassa padana nelle province di Ferrara e Rovigo, il crinale appenninico dalla provincia di Modena all'incrocio delle quattro province (Piacenza, Pavia, Genova e Alessandria), alcune valli alpine, distribuite a macchia di leopardo. Per il centro-sud le nostre conoscenze sono più limitate», conclude Osti. 

IL CONVEGNO 2010

Per affrontare fenomeni così cruciali occorrerebbero mappe sugli andamenti demografici nelle campagne con particolare attenzione al tasso di immigrazione e al tasso di natalità; analisi su casi di studio dove la quota di neo-arrivati (sia da paesi ricchi che poveri) è molto elevata; rassegne sulle politiche e iniziative che vengono prese nelle aree rurali per fronteggiare lo spopolamento o un ripopolamento brusco. Per iniziare a raccogliere dati, analisi ed esperienze su questo tema, la Fondazione Culturale di Banca Etica, insieme alla Provincia di Rovigo e alla circoscrizione locale dei soci di Banca Etica hanno deciso di dedicare alle “Nuove popolazioni Rurali” l’annuale convegno sulle aree fragili che si svolgerà il prossimo 13 marzo a Rovigo, presso Palazzo celio, a partire dalle ore 9.00.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

MATTINO

modera Leonardo Raito, assessore all'immigrazione, Provincia di Rovigo

Saluto, Tiziana Virgili, Presidente della Provincia di Rovigo
Introduzione, Giorgio Osti, Università di Trieste

I criteri della fragilità socio-territoriale, Igor Jelen, Università di Trieste e Alessandro Gretter, Fondazione Mach, Trento 
Nuovi migranti verso le aree periferiche, Maurizio Ambrosini, Università Statale di Milano
Le politiche di sviluppo locale alla prova dell'anagrafe, Anna Natali, Eco&Eco srl-Regione Emilia-Romagna, DG Programmazione
 
POMERIGGIO
modera Mario Cavani, Fondazione Responsabilità Etica-BPE

Migranti in Calabria: fra bracciantato e nuovi percorsi di accoglienza, Alessandra Corrado, Università della Calabria
Sorprese e conferme nella montagna bellunese, Alice Ben, Università di Trieste
Cohousing rurale nella bassa padana? Francesca Leder, Università di Ferrara

Gli immigrati nelle campagne e nelle stalle lungo il Po, Francesca Peano, Università Cattolica di Brescia
Cosa succede in un'area di confine (il Carso), Devan Jagodic, Università di Trieste

Segnali di vita sul crinale appenninico, Ezio Molinari, parrocchia di Brugneto (PC) e Giovanni Carrosio, Università di Trieste

RISORSE UTILI

Esperienze

Piccoli borghi e immigrati

http://www.dislivelli.eu/blog/mamma-li-turchi-i-migranti-nelle-terre-alte.html

Immigrati e lavoro autonomo nelle aree rurali

Quando l'immigrato è Dop

Il nuovo che avanza, il caso di Stroppo in Valle Maira

Po d'India (Un)

Immigrazione cinese nelle valli piemontesi  ... altre news, ...... sui neonati

Braccianti agricoli in autocostruzione a Cassano allo Ionio (CS)

Dai Caraibi alle Alpi

Comunità Il Sogno

BIBLIOGRAFIA

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IL GRUPPO SU ZOES

http://www.zoes.it/it/content/group/aree-fragili


Pubblicato il Mercoledì, 10 Marzo, 2010 - 13:58